21.11.06

intervista a Nicola Vettori!!


Nicola Vettori

nato il 06 05 1971
allenatore dal 1992

Ha iniziato ad allenare a Parma nel Cus Parma, nella Coop e nel Cariparma, dove si è cimentato sia nei campionati giovanili che nel campionato regionale di serie C, sia in campo femminile che maschile.

Si è poi trasferito in Germania dove ha allenato squadre giovanili

E’ andato in Lussemburgo dove ha allenato il Chev Diekirch, una formazione di serie A

In Svizzera ha allenatoa l’A2 del Volero Zurigo ed è stato secondo alenatore della nazionale juniores femminile a fianco di Giuseppe Bosetti.

Trasferitosi in Polonia sta allenando formazioni giovanili ed ora è nello staff della nazionale e nello staff del SKRA Belchatow, campione nazionale in carica, dove il primo allenatore è Castellani e con cui fanno la Champions (saranno a Macerata il 12 dicembre)

Ora segue in Giappone la Polonia, di fatto è lo scout-man si occupa (già da un anno e mezzo) dello studio degli avversari, ha un ruolo fondamentale nella preparazione della partita.

In queste settimane si stanno svolgendo in Giappone i campionati mondiali di pallavolo; sono ben due i parmigiani doc inpegnati oltre confine: oltre al più famoso Giampaolo Montali, condottiero dell’Italia vi è un altro concittadino, Nicola Vettori, da oltre un anno protagonista attivo nello staff tecnico della nazionale polacca.

“Mi occupo soprattutto dello studio degli avversari, sono in pratica uno scout che aiuto il mister a preparare quotidianamente le partite, ponendo la mia attenzione dall’altra parte della rete”

Ma come ti sei avicinato alla pallavolo?

“Ho giocato a pallavolo a Parma; ho iniziato proprio con Montali alla Santal, poi le mie scarse doti fisiche e tecniche mi hanno portato in squadre minori come Farnese e Audax e smettere a 18 anni”

E la tua prima panchina?

“Un amico mi ha chiesto di guidare la classica squadra della parrocchia e per caso è nata una passione; poi tanto lavoro e impegno, ho seguito diversi corsi, ho iniziato a guardare gli allenamenti della Santal di Montali e poi della Maxicono di Bebeto, ma anche il Cus Parma di Massimo Fava e il Giovolley di Elio Volta; pian pianino la passione è diventata lavoro; ho fatto tanti anni di gavetta, ora vorrei fare il grande salto, penso di farcela, ci vuole tanta volontà, ambizione e fortuna…”

Come mai sei finito in Polonia?

“Diciamo che dopo aver studiato economia aziendale, ho cercato lavoro all’estero in azienda e parallelamente ho sempre allenato. Da quando sono in Polonia mi sono occupato solo di Volley, prima sono stato in Germania dove ho allenato formazioni giovanili; poi sono andato in Lussemburgo dove ho allenato il Chev Diekirch, una formazione di serie A; in Svizzera ho allenato in A2 lo Volero Zurigo e sono stato secondo allenatore della nazionale juniores femminile a fianco di Giuseppe Bosetti.In Polonia ho allenato formazioni giovanili ed ora sono nello staff della nazionale: ho sfruttato l’arrivo di Lozano come primo allenatore; in nazionale avevano bisogno di uno scout, in Polonia il programma Data Volley non è ancora molto popolare ed eccomi qui. Durante la stagione sono nello staff del SKRA Belchatow, campione nazionale in carica, dove il primo allenatore è Castellani e con cui facciamo la Champions; saremo a Macerata il 12 dicembre.”

Come vivi in terra straniera?

“Mi piace molto cambiare paese, conoscere nuova gente, culture, lingue, è una esperienza stimolante. Non è detto che sia per sempre, mi mancano Parma e l’Italia, così come la mia famiglia e gli amici… inoltre l’Italia, per il volley di club è sempre il top”

Che emozione provi a vivere un mondiale in prima persona?

“L’emzione è grandissima, come già è stata grande per l’Europeo di Roma. A Roma ricordo il momento più toccante: prima della partita con l’Italia, sentendo l’inno, mi sono davvero commosso; qui al mondiale siamo in un Paese totalmente diverso dall’Italia, con abitudini e organizzazione differenti, è molto bello stare in questo ambiente. Nel primo gruppo dividiamo l’Hotel con Cina, Giappone, Portorico, Argentina e Egitto, tutta gente diversa con in comune il fatto di giocare a volley”

- grazie a Federico

Bovio -